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Solo l’esame oculistico analizza a fondo l’eventuale presenza di patologie oculari.
L’esame optometrico è finalizzato a valutare la miglior soluzione visiva per il paziente sano.

L’accettazione dell’utente prevede la conoscenza preliminare del problema visivo principale, delle sue esigenze visive aumentate da lavoro, sport, studio attività varie e naturalmente delle lenti in uso al momento della visita.

L’età è una delle discriminanti fondamentali; dopo i cinquant’anni l’esame inteso come prescrizione di lenti correttive, è più semplice, la refrazione non è influenzata dall’accomodazione, si possono saltare alcuni test a riguardo.

Dopo aver fatto la storia del caso (anamnesi) il tipo di esame da somministrare al paziente viene definito.

L’analisi visiva

La tecnica d’esame più usata negli studi di Ottica Bazzani è l’analisi visiva: conoscendo le lenti in uso e la storia del paziente il primo test oggettivo viene eseguito all’autoref il quale da un’indicazione della refrazione del paziente, si ricerca l’occhio dominante tramite un semplice test, poi controllo l’equilibrio tonico degli occhi coi test delle forie (deviazioni oculari latenti) eseguiti sia per la distanza che per vicino con e senza lenti in uso, misuro il punto prossimo di convergenza (la distanza minima in cui gli occhi riescono a convergere), poi testo i movimenti oculari, inseguimenti e saccadi.

Successivamente viene misurata oggettivamente la refrazione con la retinoscopia: è un test che ha molteplici valenze diagnostiche tramite la neutralizzazione del movimento del riflesso retinico viene valutata con buona approssimazione la reale ametropia del soggetto, inoltre la valutazione della luminosità del riflesso ci indica la presenza di anomalie come opacità di cristallino o cornea o irregolarità corneali.

Finalmente si provano soggettivamente le lenti partendo dal risultato della retinoscopia la gradazione è modulata per dare la miglior visione monoculare in OD e in OS , poi si mettono insieme i due occhi e si bilancia binocularmente ottenendo così la ricetta delle lenti in visione da lontano.

Su misura come un abito

Viene misurato il punto prossimo di accomodazione, cioè la distanza minima in cui il soggetto riesce a focalizzare da vicino monocularmente, il dato è poi relazionato all’età.

In base ai dati raccolti in anamnesi e in questa prima batteria di test, l’esame è poi completato da test binoculari da vicino tramite l’uso di lenti e prismi quali:

  • Vergenze (si misura la capacità del soggetto, sottoposto valori crescenti prisma, di mantenere visione nitida e singola), Facilità di convergenza (alternando prismi condirezioni opposte si misura la rapidità e facilità con cui il sistema binoculare riesce adattarsi ad uno stimolo di convergenza e divergenza)
  • Accomodazione relativa positiva e negativa (tramite lenti positive si inibisce, tramite lenti negative si stimola l’accomodazione, le lenti sono anteposte al valore della gradazione da lontano in visione binoculare.. i valori così ottenuti indicano la capacità di variare l’accomodazione legata alla convergenza
  • Retinoscopia Nott: al paziente è chiesto di leggere ad una distanza di 40 cm, tramite il retinoscopio si individua la distanza in cui il movimento del riflesso retinico è neutralizzato: questo test ci aiuta a capire in modo oggettivo lo stato accomodativo del soggetto.

Alla fine dei test si raccolgono i dati, si evidenziano quelli anomali e se ritenuto necessario si verificano con altri test le anomalie riscontrate.

Successivamente viene esplorato il fondo oculare con l’oftalmoscopio e, col biomicroscopio, guardo il segmento anteriore dell’occhio. Nel caso di anomalie riscontrate e a maggior ragione se già lamentate in anamnesi, suggerisco una visita medico-oculistica.

Le lenti sono riprovate in campo libero, se necessario, si ritoccano alcuni parametri e si definisce la prescrizione. Nel caso di anomalie della visione binoculare si associa la prescrizione di Visual training.

Per alcuni soggetti la procedura standard segue un altro precorso:

  • Se palesa problemi nevralgici con posizione anomala del capo o è stato inviato dall’osteopata o dal dentista si aggiungeranno test visuo-posturali.
  • Se ha più di 50 anni e lamenta problemi da vicino, la presbiopia è il problema prevalente e l’esame si concentra sulla soluzione di questo problema: è l’esame più semplice.

Esame pediatrico: I bambini meritano un’attenzione particolare, un esame rivolto a loro è più complesso, non perché sia difficile comunicare, dopo gli otto anni generalmente danno risposte più affidabili degli adulti, piuttosto bisogna controllare la grande elasticità del loro sistema visivo.

L’optometrista non potendo usare farmaci sa come assolvere questo compito in maniera naturale tramite l’uso di lenti e prismi, diversamente, all’oculista è concesso l’uso del farmaco che paralizza temporaneamente l’accomodazione rendendo più agevole il test.

La prescrizione oculistica si baserà su parametri più oggettivi, quella di un buon optometrista valuterà con un po’ più di difficoltà l’oggettività, in aggiunta si avvalerà delle risposte soggettive dell’utente collaborante.

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